GLi psichiatri analizzano il gioco d’azzardo

In questi giorni a Roma si terrà un congresso internazionale di psichiatria “Gambling, more than a new addiction” organizzato dalla Società Italiana di Psichiatria, Alea -Associazione per lo studio del gioco d’azzardo e dei comportamenti a rischio- ed Easg -European Association for the Study of Gambling- che prevede un contributo formativo indirizzato agli operatori del settore del gioco pubblico in un momento particolare in cui al gioco si imputano tante conseguenze, problematiche e disagi e per aiutare a definire il ruolo che ha e può avere l’industria di questo comparto nel sociale. Questo evento, che prevede la partecipazione dei Monopoli di Stato, vuole contribuire in modo concreto alla risoluzione di questi temi attraverso l’esperienza di professionisti esperti in ambito internazionale.

Per questo motivo sono arrivate adesioni “importanti” da parte degli operatori del comparto gioco che sperano di trovare suggerimenti, soluzioni, consigli da “rubare” a professionisti così disponibili ed esperti e, sopratutto, sperano di potersi confrontare appunto con “personaggi” che “studiano la mente” ed ai quali si potranno ovviamente rivolgere domande e ricevere “acconce” risposte. Il Convegno Internazione, da parte sua, intende sensibilizzare ed aggiornare sul tema gli addetti ai lavori, particolarmente medici, psicologi, tecnici della riabilitazione psichiatrica, infermieri, amministratori del comparto sanitario, media e vuole rivolgere ai direttori o gestori di sale da gioco, sale Vlt, sale bingo e punti di gioco ed esercizi autorizzati la condivisione di nozioni e strumenti finalizzati a riconoscere preventivamente una condizione di “comportamento di gioco problematico” che è un primo grande passo verso l’identificazione e la prevenzione del Gap.